Per cercare di favorire una maggiore salvaguardia dell’ambiente, sempre più spesso viene incentivato l’utilizzo dei sacchetti compostabili. Molti però tendono a confondere il termine compostabile con biodegradabile, che invece sono due cose ben distinte. Ecco tutto quello che bisogna sapere sui sacchetti compostabili e quali sono i benefici per l’ambiente se scegli di utilizzarli e riciclarli nel modo corretto.

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Sacchetti compostabili: cosa sono e a cosa servono?

I sacchetti compostabili sono ottenuti attraverso l’utilizzo di sostanze vegetali, in particolare il Mater-Bi che è un derivato del mais. Essendo dunque prodotti di origine vegetale, lo smaltimento è molto più semplice e veloce e l’impatto sull’ambiente è ridotto rispetto ai comuni sacchetti di plastica. I sacchetti compostabili possono essere inseriti direttamente nella compostiera oppure usati nella raccolta differenziata come contenitori dei rifiuti organici, trasformandosi poi in terriccio fertile e ricco di sostanze organiche. Il processo di decomposizione avviene in un lasso di tempo inferiore ai 3 mesi.

Nonostante siano prodotti con grande potenzialità, nemmeno i sacchetti compostabili possono sparire per magia. Devono essere riciclati in modo corretto, perché abbandonarli nell’ambiente equivale comunque ad inquinare. I sacchetti compostabili, che dovrebbero decomporsi meglio e in tempi più contenuti, hanno bisogno di una serie di caratteristiche precise per essere smaltiti, come umidità, calore e ossigeno.

Che cosa significa compostabile?

Un materiale compostabile, come indicato dalla stessa parola, può trasformarsi in compost, tornando completamente alla natura in poco tempo. Gli oggetti compostabili infatti possono essere buttati direttamente nel bidone dell’umido, senza doverli pulire o risciacquare. I materiali compostabili non solo si riescono a biodegradare molto velocemente, ma si disintegrano, trasformandosi in concime naturale o fertilizzante: per questo motivo questo tipo di materiale è quello più ecologico e sostenibile per l’ambiente.

sacchetti compostabili

Quali sono però le caratteristiche che devono avere i materiali compostabili? Secondo la norma UNI EN 13431, 2002, per essere considerato compostabile un materiale deve:

  1. degradarsi in meno di 6 mesi del 90% se è in un ambiente con molta anidride carbonica, in meno di 3 mesi se è in un ambiente in contatto con materiali organici;
  2. non deve avere alcun effetto negativo sul processo completo di compostaggio;
  3. deve contenere pochi metalli pesanti.

Che cosa significa biodegradabile?

È molto importante non confondere il concetto di compostabile, con quello di biodegradabile. Un materiale è biodegradabile quando ha la capacità di tornare alla terra, attraverso la scomposizione in elementi più semplici. Tuttavia una frammentazione così elevata non vuol dire che la sostanza si degradi del tutto: la polvere di plastica infatti rimane nell’ambiente ugualmente per decenni. I tempi di biodegradazione poi dipendono dal tipo di materiale di cui l’oggetto è fatto e dall’ambiente in cui il processo di decomposizione viene eseguito.

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Quali sono le principali differenze tra compostabile e biodegradabile?

Non tutti sanno quali siano le reali differenze tra materiali compostabili, come i sacchetti sopra citati, e i materiali biodegradabili, per questo è importante procedere con una serie di punti.

Prima di tutto è importante specificare che un materiale biodegradabile non per forza è compostabile, mentre un materiale compostabile è a tutti gli effetti anche biodegradabile.

Come si possono smaltire in modo corretto?

I materiali biodegradabili vanno smaltiti insieme alla plastica, mentre quelli compostabili possono essere gettati nell’organico: i sacchetti compostabili possono essere riutilizzati per raccogliere i rifiuti umidi.

A livello di tempistiche, in quanto tempo spariscono questi materiali?

Per legge, un materiale compostabile è quello che scompare, ovvero ritorna alla terra, entro 90 giorni. I materiali biodegradabili, invece, hanno tempi di degradazione molto diversi, a seconda del materiale e delle condizioni atmosferiche del luogo in cui vengono lasciati.

Infine, un’ultima domanda che molti si pongono è se questi materiali inquinino? La risposta certa non esiste: secondo alcuni studi, la plastica biodegradabile inquina, anche se non quanto la plastica normale, mentre i materiali compostabili, nella prospettiva del loro ritorno alla terra, non inquinano mai.

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