Hai mai pensato a quanti imballaggi in plastica, carta, cartone e altri materiali butti nell’immondizia ogni settimana?

Tanti, anzi tantissimi, ma questa è una cosa che accade a ogni persona, perché il packaging fa parte della quotidianità. Ogni volta che si fa la spesa, si va al bar o in un negozio non si acquistano solo prodotti, ma prodotti più il loro imballaggio.

Ecco perché in questo periodo storico è più che mai importante investire sul packaging sostenibile. Ora, se hai un’attività commerciale o un’azienda, ultimamente avrai sentito spesso parlare di materiali alternativi alla plastica e soluzioni ecosostenibili al problema degli imballaggi.

Forse però tutte queste informazioni hanno solo contribuito a creare ancora più confusione, perché la verità è una: quando si parla di packaging sostenibile, è più che mai necessario rivolgersi ad esperti.

La buona notizia è che ad oggi, grazie al progresso della tecnologia, anche i piccoli negozi possono dotarsi di packaging sostenibile e adottare quindi politiche green da condividere con i propri clienti.

In questo articolo ti spieghiamo che cos’è il packaging sostenibile, quali sono i requisiti e quali sono le diverse opzioni disponibili per la tua azienda.

Packaging ecosostenibile: di cosa si tratta?

Il packaging, cioè l’imballaggio dentro al quale vengono protetti e venduti i prodotti riveste sempre di più diverse funzioni:

  • prima di tutto deve proteggere i prodotti (o gli alimenti in caso di packaging alimentare);
  • non deve mettere in pericolo la salute umana;
  • ha una funzione estetica ed è a tutti gli effetti un elemento del marketing aziendale;
  • oltre all’estetica, deve avere anche una funziona etica.

Leggi anche: Packaging alimentare, 10 consigli per la scelta

Che cosa intendiamo per funzione etica?

Sempre di più il packaging alimentare sostenibile deve seguire alcuni requisiti essenziali, dettati anche dalla Commissione Europea:

  • il peso e il volume dell’imballaggio devono essere ridotti al minimo necessario per garantire il livello di sicurezza, igiene e accettabilità per il consumatore;
  • l’imballaggio deve essere riutilizzabile o recuperabile per compostaggio, biodegradazione o per recupero di energia.

packaging sostenibile polpa di cellulosa

@Pluricart

In generale, quando si parla di sostenibilità sono 3 le macro aree a cui si fa riferimento: ambientale, economica e sociale. Nello stesso modo il packaging sostenibile deve essere concepito per ridurre al minimo il suo impatto, non solo a livello ambientale, ma anche sulle altre due macro aree.

In questo senso, diventa più che mai fondamentale monitorare il ciclo di vita (o Life Cycle Assessment) degli imballaggi prodotti, che comprende l’impiego delle materie prime, la produzione, l’utilizzo e lo smaltimento a fine vita.

I requisiti del packaging alimentare sostenibile

Esistono norme specifiche a cui fare riferimento in materia di sostenibilità degli imballaggi, come la UNI EN 13430 per il recupero per riciclo di materiale, o la UNI EN 13432 per il recupero per biodegradazione o compostaggio.

Dal punto di vista dell’acquirente è importante verificare che il tuo fornitore di imballaggi abbia adottato una serie di standard di sostenibilità fin dall’inizio della filiera di produzione, partendo proprio dall’eco-progettazione.

In seguito, ecco alcuni criteri di sostenibilità che si possono verificare in modo semplice e immediato.

Utilizzo di carta certificata FSC® – PEFC

Il tuo fornitore utilizza carte certificate PEFC™ e FSC®?

Si tratta di materie prime di origine legnosa che provengono solo da foreste certificate, coltivate in modo responsabile e tutelando l’ambiente, i diritti delle popolazioni indigene e le logiche di sostenibilità economica.

Si tratta quindi di una scelta responsabile, nei confronti dell’ambiente che deve essere in seguito comunicata anche ai clienti finali.

Studio del ciclo di vita e calcolo della carbon footprint

Conoscere il Life Cycle Assessment dei prodotti che si acquistano è fondamentale, per ogni tipo di attività. Ecco perché è consigliabile scegliere un fornitore che sia consapevole del ciclo di vita degli imballaggi che produce ed eventualmente, ne misuri la Carbon Footprint.

La Carbon Footprint è l’indicatore per quantificare l’impatto di un prodotto sul cambiamento climatico. Il suo calcolo permette di individuare soluzioni che possano contenerne gli effetti.

packaging sostenibile PLA

@Pluricart

Un esempio?

Il gruppo Pool Pack ha condotto un’analisi sull’impatto che ha il sacchetto di carta del pane, sull’ambiente. Sono state analizzate due linee di prodotti:

  • il sacchetto in carta kraft neutro
  • il sacchetto in carta kraft con stampa a 5 colori

Sono stati presi in considerazione diversi formati, uno dei quali con una finestra in polipropilene. L’analisi è stata applicata a 4 fasi diverse: la presa in esame delle materie prime, le attività di fabbricazione, la distribuzione e il fine vita. Ne è emerso che il sacchetto in carta al 100% ha una carbon footprint decisamente ridotta rispetto a quello con la finestra in plastica: questo ha permesso di sviluppare un nuovo prodotto in carta pergamin, che ha mantenuto la stessa funzione estetica, ma è al 100% riciclabile.

Che alternative posso scegliere per la mia azienda?

Dopo aver visto che cos’è il packaging sostenibile, le normative e alcuni criteri di sostenibilità, sorge spontaneo chiedersi: quali sono i materiali e i prodotti che posso scegliere per la mia attività?

  • Polpa di cellulosa – si ricava dalle fibre residue della lavorazione del bamboo e dalla canna da zucchero. Le stoviglie prodotte con la polpa di cellulosa sono adatte a contenere cibi liquidi, resistenti al calore possono essere utilizzate per breve periodo anche in forno tradizionale e microonde;
  • Foglia di palma – sono biodegradabili e compostabili al 100%. Vengono utilizzare per la produzione di stoviglie mediante lavaggio e pressatura ad alta temperatura delle foglie di palma che si staccano naturalmente dalle piante durante il loro normale ciclo di rinnovamento. Possono essere utilizzate per un breve periodo in forno tradizionale o microonde senza alterare il sapore dei cibi;
  • PLA – un materiale completamente naturale derivato dal mais che assicura la totale biodegradabilità e compostabilità. Non altera i sapori e resiste al calore fino a 40°;
  • Polipropilene – anche questo materiale può essere scelto in una serie di politiche green della tua attività, perché insieme al PET è la plastica che meglio si presta al riciclo. Resiste agli sbalzi termici e si utilizza per alimenti che devono essere congelati, oppure riscaldati sopra i 40°C. Si può utilizzare sia in forno microonde che tradizionale;
  • PET (polietilene teraftalato) – anche questa plastica è al 100% riciclabile, con una trasparenza che mette in risalto il contenuto;
  • Sacchetti e borse in carta certificata FSC® e PEFC™.

 

Se hai dubbi o vuoi chiedere informazioni ad un esperto sulla scelta del miglior packaging alimentare sostenibile per la tua azienda, contattaci!

Saremo a tua disposizione per trovare la soluzione green che soddisfi le tue esigenze.

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