Sapevi che circa un terzo del cibo prodotto a livello globale finisce nella spazzatura?

E che ogni anno in Italia, si sprecano circa 145 kg di cibo a persona?

Lo spreco alimentare è un problema concreto che non riguarda esclusivamente le abitudini di consumo delle persone, ma anche le modalità di conservazione del cibo. In tutto questo, il packaging, inteso come imballaggio che protegge e conserva gli alimenti, gioca un ruolo molto importante già da tempo, ma potrà fare sempre di più la differenza nel futuro.

Come prima cosa, è importante identificare quando avviene lo spreco alimentare, per capire come intervenire per ridurlo. La domanda quindi è: si spreca solo in casa?

In realtà, i rifiuti alimentari si generano anche in altre situazioni oltre a quella domestica: pensa ad esempio ai ristoranti, ma anche alla vendita al dettaglio e alla grande distribuzione. Lo spreco alimentare quindi è un problema che riguarda tutta la filiera e, oltre a migliorare costantemente le proprie abitudini di consumo e i propri acquisti, il packaging può dare un forte supporto nel miglioramento della conservazione degli alimenti.

come ridurre lo spreco alimentare con il packaging

 

In che modo il packaging può ridurre lo spreco alimentare?

La prima cosa su cui è importante soffermarsi è il concetto di prolungamento della shelf life, cioè della vita commerciale di un alimento, durante la quale si mantengono inalterate le sue proprietà. Prolungare la shelf life significa di fatto allungare il ciclo di vita del cibo e quindi, diminuirne lo spreco.

Ma come può il packaging intervenire in questo?

Prolungare la shelf life

Grazie all’innovazione tecnologica sono stati realizzati materiali che permettono una migliore e prolungata conservazione degli alimenti senza l’utilizzo di conservanti, creando una vera e propria barriera contro umidità, aria, microbi, vibrazioni e urti.

Come prima cosa quindi, il packaging deve essere al servizio degli alimenti per proteggerli.

In generale, il ruolo degli imballaggi alimentari sta cambiando: si passa da un packaging passivo che funge quindi esclusivamente da barriera, a un packaging attivo che interagisce con i prodotti assorbendo ossigeno o rilasciando antiossidanti e antimicrobici.

Un esempio di packaging attivo è il progetto NanoPack, finanziato dall’UE. Si tratta di una pellicola con proprietà antimicrobiche che rilasciano piccole quantità di oli essenziali in grado di prolungare la conservazione degli alimenti fino a 3 settimane.

Aumento della Shelf life + materiali ecosostenibili = meno sprechi

Una possibile formula utile per ridurre gli sprechi è quella che vede l’unione delle proprietà ecosostenibili degli imballaggi, attraverso l’uso di materiali interamente compostabili, con l’aumento della shelf life.

In questo caso si possono produrre imballaggi interamente compostabili, che rilasciano anche sostanze che sanificano gli alimenti e ne prolungano la conservazione.

Leggi anche: Packaging sostenibile, che cos’è e perché sceglierlo

In questo caso, si può prendere come esempio il progetto YPACK, sempre finanziato dall’UE, il quale ha previsto lo studio e la realizzazione di alcuni prototipi di packaging alimentare, prodotti con materiali di riciclo come il siero di latte e i gusci di mandorle.

YPACK ha realizzato un film flow pack che funge da barriera protettiva, unito a un vassoio con proprietà antimicrobiche che quindi prolunga i tempi di conservazione degli alimenti che contiene. Entrambi sono interamente compostabili.

Il packaging come strumento formativo per la corretta conservazione

Oltre alle ultime innovazioni tecnologiche, si può dire che il packaging giochi un ruolo fondamentale nella formazione e nell’informazione delle persone sulla corretta conservazione degli alimenti e quindi, sul prolungamento del loro ciclo di vita.

come ridurre lo spreco alimentare con il packaging

 

Il packaging è anche uno strumento di comunicazione e come tale, può informare le persone su come deve avvenire la corretta conservazione degli alimenti che contiene, oltre ovviamente a indicarne la data di scadenza.

Leggi anche: 10 consigli per scegliere il miglior packaging per la tua azienda

Inoltre, è fondamentale che per l’imballaggio degli alimenti si scelgano materiali che ne facilitino la conservazione già in partenza.

Innovazione nella scelta del packaging aziendale

Per ridurre lo spreco alimentare è importante anche che le aziende intraprendano una strada di rinnovamento e innovazione. Un ristorante o un bar ad esempio possono scegliere per i propri prodotti take away, un packaging che sia green, ma al tempo stesso faciliti la fruizione del piatto e la sua conservazione.

Leggi anche: Packaging per il take away, quale scegliere

Inoltre, una buona pratica che abbiamo acquisito dai paesi anglosassoni è la doggy bag: un imballaggio che permette alle persone di portare a casa gli avanzi di cibo del ristorante. In questo modo, si riducono gli sprechi alimentari in modo consistente, con un conseguente risparmio sia per i clienti, che per la realtà ristorativa.

come ridurre lo spreco alimentare con il packaging

Sei ancora convinto che il packaging sia solo un “contorno del prodotto”? In realtà gli imballaggi hanno un ruolo fondamentale nella filiera alimentare, ma anche nella lotta contro gli sprechi e l’inquinamento. Un imballaggio responsabile infatti, può cambiare le sorti dell’ambiente.

I nostri consulenti di packaging sono professionisti sempre aggiornati e pronti a fornirti le migliori soluzioni in termini di materiali e design: contattaci per richiedere una consulenza personalizzata!

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